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lunedì 1 giugno 2015

RIFORMA PENSIONI: PADOAN SI ALL'USCITA DI 62 ANNI MA SI RINUNCIA ALLA TREDICESIMA

Insomma non c'è pace per quanto riguarda la tematica previdenziale per quanto riguarda la flessibilità in uscita, in poche parole chi deve sempre rinunciare è il lavoratore o in un modo o nell'altro e l'ultima uscita del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, sarebbe quella di rinunciare alla tredicesima se si opta per l'uscita dal lavoro a 62 anni con 35 di contribuzione, questa è una ennesima riprova del ricatto che il governo perpetra ai danni dei lavoratori amministrando denaro non suo in quanto la pensione con annessi e connessi è il frutto di una vita lavorativa e non si capisce il perché il governo debba affondare le mani sempre nel serbatoio pensioni!

Va bene la staffetta generazionale ma se l'errore parte da una legge ingiusta come quella del governo Monti/Fornero 2011 non è proprio il caso che l'errore ricada sempre e solo sulle spalle dei cittadini che dopo una vita onesta di lavoro si vedono decurtare a più non posso il loro vitalizio pensionistico ed ora si tratta addirittura della tredicesima solo perché non si trovano le risorse finanziarie per poter approvare il provvedimento in parola, solita squallida scusa in quanto le risorse finanziarie si potrebbero certamente reperire sforbiciando gli emolumenti per gli F35 per dirne una oppure sforbiciando pensioni di una certa entità che sono uno schiaffo alla povertà e una vergogna per la sperequazione abissale con le pensioni minime per dirne un'altra e possiamo continuare così all'infinito per dirne una terza.

PADOAN E LA RINUNCIA DELLA TREDICESIMA
SACRIFICIO DELLE PENSIONI
Pier Carlo Padoan nel suo intervento dichiara: 'Se troviamo una soluzione  potrebbe essere uno strumento per favorire ulteriormente l'occupazione giovanile', e va bene la considerazione sulla staffetta generazionale ma quello che non sta bene e non starà bene a nessun pensionato è il ricatto osceno di lasciare nelle casse statali per sempre la tredicesima per avere il baratto dell'uscita di 4 anni prima dal mondo del lavoro, sempre per recuperare le famose risorse finanziarie che comunque da parte dello Stato non esiste volontà di recuperarle se non dalle tasche stesse dei lavoratori e pensionati perché se si arrivasse a questa conclusione evidentemente con la rinuncia della tredicesima sarebbero proprio i pensionati a manlevare lo stato dai suoi errori e come sempre mettere le pezze a chi ha sbagliato in precedenza allungano l'età pensionabile, di conseguenza tirando le somme il governo non vuole perdere gli 80 miliardi di euro che le pensioni fruttano ma sfruttando i pensionati con le loro tredicesime salva capra e cavoli ovviamente sulle spalle dei contribuenti!

Probabilmente un corso accelerato per tematiche previdenziali presso il governo tedesco dove si va in pensione a 63 anni con 45 anni di contributi e senza alcuna penalizzazione farebbe bene ai nostri esponenti politici che vedono solo nei pensionati e nei lavoratori dei serbatoi per recuperare denaro senza considerare altre fonti da cui si potrebbe ricavare una fonte di denaro ovviamente i loro privilegi, i loro emolumenti faraonici sempre intoccabili e inalienabili per diritto acquisito e per quale motivo i diritti dei lavoratori e pensionati non sono inalienabili come i loro, la giustizia per gli esponenti politici ha due pesi e due misure e non è uguale per tutti, quanto sembra proprio di no!

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